Per trentadue volte abbiamo letto con piacere IL PUNTO. E LA VIRGOLA, l’editoriale della nuova serie di Storie di posta che dal 2010 continua l’idea della pubblicazione periodica curata dall’Accademia Italiana di Filatelia e di Storia Postale e iniziata nel 1999. Tra prima e seconda serie ben 60 sono i volumi semestrali curati dal compianto Franco Filanci, mancato lo scorso anno dopo aver licenziato il numero 32.
Nel primo editoriale, Filanci scrisse parole che sono sempre fonte di ispirazioni: “Questa pubblicazione nasce da una semplice constatazione: abbiamo tra le mani il passatempo più appassionante, intelligente, vario, divertente e personalizzabile del mondo, eppure sembra che non ce ne rendiamo conto! Approfondire la storia della posta, del francobollo e degli oggetti postali, inquadrandoli nel contesto sociale, politico, artistico e culturale di cui spesso sono perfetta espressione, può essere un’attività non solo gratificante dal punto di vista culturale e collezionistico, ma anche appassionante e divertente. È questo che l’Accademia Italiana di Filatelia e Storia Postale intende dimostrare con questa iniziativa: una pubblicazione che va oltre il muro collezionismo, per ritrovare nella storia, nei documenti e nel dialogo con altri ambiti della comunicazione quella nobiltà che la filatelia ebbe già nell’Ottocento — basti pensare alle opere di Moens, Emilio Diena o Cresto — e che purtroppo, in seguito, ha finito per dimenticare, relegata in un cassetto pieno di realtà, premi e affari poco trasparenti”.
Queste riflessioni non hanno perso smalto e si sono tradotte in volumi che costituiscono uno scrigno nel panorama editoriale del settore, non solo italiano. Molti si sono chiesti se senza Franco Filanci — figura centrale e insostituibile, animata da una creatività inesauribile — la rivista avrebbe potuto continuare dato che opere simili spesso sono legate al loro fondatore. Essa comunque prosegue. La nuova redazione, insieme ad alcuni membri attivi dell’Accademia, conta sul ritorno di Clemente Fedele.
Storie di posta ha sempre saputo coniugare rigore metodologico e passione collezionistica. Oggi ci si trova di fronte a sfide che richiedono non solo la capacità di preservare l’identità ma il coraggio di rinnovarsi.
Il mondo del collezionismo è mutato: i numeri si riducono, gli interessi si frammentano e il sapere rischia di perdersi in un mare di distrazioni e specializzazioni effimere.
Proprio su questo versante occorre impegnarsi. Non solo resistere ma cogliere le opportunità che il cambiamento offre. Le nuove generazioni abituate a un approccio digitale e interconnesso possono scoprire negli oggetti postali un mondo vintage. La sfida è rendere le carte coinvolgenti.
In che modo? Ad esempio aprendoci a nuovi ambienti e linguaggi, con contributi interattivi, collaborazioni con istituzioni culturali e universitarie. La storia postale, che poi è storia delle comunicazioni, non va intesa solo come nicchia collezionistica, ma come un sapere che parla di società e politica, di tecnica e di arte, di amore e di affari.
Storie di posta può diventare punto di riferimento per una nuova cultura filatelica. Proprio in un’epoca in cui la conoscenza si frammenta serve una bussola per muoversi nei meandri di una disciplina comunque ricca di spunti. Occorre dare spazio a incontri, ai dibattiti e a progetti che coinvolgano giovani.
L’Accademia vuole mantenere vivo lo spirito di Franco Filanci che ha fatto della testata un simbolo di eccellenza. Un mix di curiosità, rigore e passione per la divulgazione. Riprendendo dal primo editoriale, la rivista intende continuare ad essere “una pubblicazione di filatelia e storia postale che possa stare in bella vista accanto al National Geographic o a un libro d’arte, con la certezza che, sfogliandola, parenti e amici smettano di guardarci con i pregiudizi di un tempo e ci vedano per quello che siamo davvero: collezionisti che hanno trovato un campo d’azione eccezionale, di cui andare fieri”.
Ai preziosi lettori, e al loro passaparola, resta il compito di accompagnare Storie di posta nel suo cammino trasformando le sfide di oggi nelle opportunità di domani. Il futuro è tutto da scrivere e compete a noi renderlo appassionante.
Vivat Accademia, vivant scriptores!
Thomas Mathà Presidente
Accademia Italiana di Filatelia e di Storia Postale

